Anche
a Torre Faro, purtroppo, esiste la pesca di frodo e non è un caso che negli
ultimi anni la fauna di quello che era considerato uno dei mari più pescosi del
mediterraneo si sia notevolmete impoverita. Da parecchi anni, infatti, nelle
acque antistanti la costa tirrenica, che si estende da punta Capo Peloro a
punta Capo Rosocolmo, due piccoli pescherecci (uno bianco ed uno blu) praticano
sottocosta la pesca a strascico/circuizione, compiendo razzie di carangidi e
simili, nonostante le innumerevoli denunce sporte alle autorità competenti dai
diportisti locali.
Di
recente centinaia e forse migliaia dei suddetti esemplari, di varia taglia,
sono stati catturati nelle acque antistanti "Torre Bianca" e cioè in
un tratto di mare a poca distanza dalla costa e, soprattutto, caratterizzato da
un basso fondale, dove la citata tecnica di pesca non è certamente consentita. Basta,
infatti, dare uno sguardo alle carte nautiche per capire che ci si deve
allontanare parecchio dalla costa per trovare un fondale adatto a quella
tecnica di pesca.
Il
fatto che i citati pescherecci continuino a battere imperterriti il suddetto
tratto di mare, senza che la Capitaneria di Porto di Messina abbia mai preso
seri provvedimenti, lascia parecchio perplessi.
Quanto sopra senza considerare il fatto che esiste il
Piano Gestione Sicilia (ex art.24 del Reg. CE n.1198/2006), avente per oggetto
lo sfruttamento del mare da parte delle navi da pesca iscritte in Sicilia ed
autorizzate a quel sistema di pesca, che prevede zone a protezione speciale
(ZPS di colore arancione nella cartina) in cui la suddetta tecnica di pesca è
assolutamente vietata. Da un semplice sguardo alla sottostante cartina - allegata al piano - appare evidente
che il tratto di mare ricompreso tra "Capo Rosocolmo", Bagnara, Villa
San Giovanni e Messina, all'interno del quale si trova lo specchio d'acqua
antistante "Torre Bianca" di Torre Faro, dovrebbe essere interdetto
alle imbarcazioni da pesca che praticano la tecnica dello
strascico/circuizione.
Al fine di tutelare le specie ittiche maggiormente a rischio sarebbe opportuno una maggiore attenzione degli organi competenti e maggiori controlli da parte delle autorità preposte, ovviamente, sia per i pescatori professionisti che per i dilettanti.
articolo ,impeccabile e da persone competenti,l'assoluta verita su un problema che ormai da anni afflige le nostre coste.Complimenti alla redazione ancora una volta attenta ai problemi del luogo.
RispondiEliminaCaro lettore, questa redazione ti ringrazia per i complimenti e ti invita a fare girare il post sul web.
EliminaE' semplicemente scandaloso ciò che avviene giornalmente. Mattanze di ricciole, palamite, barracuda, etc .... anche a meno di 10 mt dalla costa.... e guarda caso quando calano le reti non c'è mai nessuna autorità. Per non parlare della prepotenza e dell'arroganza quasi di stampo "mafioso" delle persone a bordo di quei maledetti pescherecci. Ho personalmente chiamato e segnalato più volte la situazione alla capitaneria di porto, avendo in cambio solo risposte... evasive. Cosa pensare?
RispondiEliminaAi Posteri l'ardua sentenza
Caro lettore, questa redazione ti ringrazia per la testimonianza data e ti invita a fare girare il post sul web, magari allegando foto o video delle imbarcazioni responsabili delle razzie.
EliminaLa soluzione c'è ma non è con le buone.
RispondiEliminaTorre Faro, qui la natura è protetta :-(
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